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domenica 7 settembre 2008

Organizzare la propria cucina giapponese in Italia

Questo argomento sarebbe più adatto per un forum che per un blog perchè avrei bisogno anche del parere dei lettori. Pertanto lo aggiornerò nel tempo anche grazie ai vostri suggerimenti.

Se siete stati contagiati dalle abitudini alimentari giapponesi (ad esempio perchè vivete con una persona giapponese, o avete vissuto lì molto tempo e amate quel modo di fare), probabilmente vorrete cucinare regolarmente alla giapponese anche stando in Italia, sia per ricreare quell'ambiente familiare che conoscevate, che per stupire gli amici. Quindi, oltre a disporre degli ingredienti adatti, sorge la necessità di organizzare l'angolo cottura e la tavola in modo da attrezzarla per una cucina così diversa dalla nostra. E quindi di fornirsi di attrezzature che normalmente non si usano in Italia.

Tanto per cominciare vorrei fare qui una check-list delle principali attrezzature e stoviglie necessarie/consigliabili, indicando dove trovarle ed eventuali strumenti alternativi.

  • La macchina cuociriso elettrica. (E' obbligatoria ogniqualvolta vivete con un giapponese)
  • Bollitrice per acqua (non è fondamentale in casa, ma è il vitale per il confort di un ospite giapponese, in albergo o in ufficio. Se non c'è ve la chiederà sicuramente.)
  • Bacchette per mangiare (Hashi), porta-bacchette (Hashi-oki), tovaglioli bagnati (oshibori), bacchette per cucinare, stuzzicadenti a punta singola (youji) nel loro tipico contenitore di bambu, bottigliette per shoyu e shichimi-togarashi, peperoncino, ecc...
  • Wan e scodelle di varie dimensioni, colori e materiali per riso, per miso-shiru, ramen, udon, soba, ecc ecc.
  • Una (o due o tre) serie di coltelli, dai coltelli tradizionali col manico in legno a quelli moderni in acciaio
  • stoviglie, soprattutto in ceramica e bambu
  • vassoi vari, in varie forme e colori
  • contenitore e mestolo per preparare il riso per sushi (oke e shamoji)
  • un vassoio per scolare il tenpura (cosa abbastanza comune e consigliabile anche per i fritti italici)
  • uno o più sake set (se avete il sake)
  • tetsubin e uno o piu ocha set (se vi piace il te, ma è una cosa abbastanza scontata)
  • tanto ghiaccio in frigorifero, per allungare birra e mix alcolici japanese-style (specie se organizzate una bella serata di karaoke con gli amici nipponici)
  • almeno un obento-bako per persona e relativi accessori, se vi piacciono.
  • Fornello portatile a gas per cucinare direttamente sul tavolo nabe, yakiniku, shabu-shabu, okonomiyaki, takoyaki, ecc. (o una piastra elettrica in alternativa)
  • un piccolo barbecue basso per fare yakiniku, yakitori all'aperto (una sorta di shichirin)
  • una "nabe" in terracotta da poter mettere direttamente sul fornello a gas
  • una "shabushabu-nabe" la pentola in metallo con il buco in mezzo per cucinare shabu-shabu sul tavolo
  • una "tamagoyaki-you-furaipan", la padella quadrata per cuocere la frittata
  • ... e tant'altro che per il momento non mi viene in mente

Ora dovremmo passare agli ingredienti... ne butto giù qualcuno:

  • Riso (quale varietà italiana si adatta di più alle nostre esigenze? Personalmente ho trovato un buonissimo riso giapponese, comunque prodotto in Italia: un altro pianeta!)
  • Salsa di soya giapponese
  • Miso
  • Tofu
  • Nattou
  • Daikon
  • Wasabi
  • Shichimi-togarashi
  • Olio di sesamo
  • Semi di sesamo
  • Salsa per okonomiyaki (ma come si fa?)
  • Alghe varie: nori, wakame, ecc ...
  • Taksuodon (scaglie di bonito essiccato)
  • Ingredienti vari per onighiri
  • Se avete la possibilità di farvi un orto... oba, edamame, saiaendo, daikon, ecc. coltivati direttamente da voi (che sogno!)
  • ... il resto lo scrivo dopo. A presto!

Nel frattempo, per farvi un idea su alcune attrezzature di cucina giapponesi, potete visitare il sito di Minohan http://www.minohan-net.com/ , una grande catena di negozi di attrezzature professionali. Dal sito è possibile scaricarsi l'intero catalogo in PDF. Istruttivo!

Un sito utile, se si capisse qualcosa, sarebbe Cookpad (http://www.cookpad.com/ ) una infinita raccolta di ricette, giapponesi e non, a cura di una community di casalinghe. Alcune ricette sono proprio fantasiose perchè le "cuoche" spesso si sbizzarriscono con ingredienti e tecniche veramente "originali"...

venerdì 30 maggio 2008

Stasera Kimpap




Home made Kimpap. Sushi alla coreana. Buono... ma a me piace più il sapore del sushi.

lunedì 12 maggio 2008

Chi ha messo lo zucchero nei fagioli?

Tutto cominciò qualche capodanno fa. La mia dolce metà mi preparò un tipico piatto giapponese che si mangia appunto a capodanno. Era oshiruko con omochi.

L'Omochi lo conoscevo già, avendolo mangiato nell'ozoni. Ero stato perentoriamente avvertito: "Attento, perchè con omochi ogni tanto qualcuno muore. " Si comincia bene.

Per chi non lo sapesse l'omochi è un preparato di riso piuttosto duro, insapore, di solito in forma di palline o di tavolette, che si accompagna ad altri piatti caldi. Con il calore si ammorbidisce, diventa molto colloso e filamentoso, per poi reindurirsi raffreddandosi.

Purtroppo, se non si ha l'accortezza di deglutirlo con attenzione, può succedere che rimanga appiccicato in gola con esiti tragici. Lo scorso capodanno sono morti in sette, soprattutto vecchietti.

A me piace tanto la tavoletta di mochi scaldata sulla griglia e con una striscia di alghe nori intorno
Ok... Lasciamo perdere l'omochi e parliamo di oshiruko.

Come tutti i filonipponici sanno il fagiolo è alla base della pasticceria giapponese.

E l'oshiruko è appunto una crema di fagioli atzuki con lo zucchero, che si mangia tipicamente a capodanno, oppure si può preparare diversamente (e allora si chiama "anko") e mangiare col gelato alla crema o usare come ripieno per tanti spuntini

Ma io non lo sapevo.

Era uno dei miei primi approcci con la cucina giapponese. Da buon italiano aspettai questo piatto di fagioli, già un po' dubbioso sul suo sapore.

Ed ecco che mi trovai a mangiare il mio primo dolce giapponese.

Purtroppo per i primi tre secondi le cose filarono bene, ma appena il mio cervello elaborò la presenza del fagiolo, lanciò l'allarme. "ERRORE! ERRORE! ERRORE! ZUCCHERO NEI FAGIOLI". Per il mio cervello i fagioli sono solo salati; lo zucchero è semplicemente un errore. E così le cose diventarono piu difficili.

Anche ora, a distanza di anni, gustare dolci a base di faglioli mi è sempre un po' difficile. Menomale c'è l'omochi a stemperarne il sapore.

domenica 20 aprile 2008

Spuntino alla stazione

E così eccoci nel paese del sol levante, cercando di imparare le buoni abitudini locali.

Sono una buona forchetta, così non mi dispiace fare spuntini dove capita, ad esempio aspettando il treno.

Questo sono io davanti al mio sobaya, mentre aspetto il treno.


E' mattina presto e non ho ancora fatto colazione. Così mi rifocillo in maniera frugale, come fanno tanti uomini qui. E poi, quando vedo uno di questi negozi, non posso resistere, devo per forza entrare.



Fino alle 11 di mattina costa solo 300 Yen e per mezza giornata sei a posto.
Ma perchè non si possono mettere anche da noi?
Io mi sono un po' stufato dei vari Spizziko & C. dove un trancino di pizza surgelata ti costa quanto una fiorentina.

martedì 8 aprile 2008

Scuola G di cucina

La mia cognata giapponese si è iscritta ad una scuola giapponese di cucina.

E' una famosa scuola giapponese di cucina, che le bravi mogli giapponesi frequentano per imparare a fare prelibati pranzetti da offrire ai loro amati maritini impiegati, quando questi ritornano dal lavoro.

Ci ha mandato delle foto delle sue creazioni, scattate con il suo potentissimo cellulare da 5 megapixel panoramico.








A parte queste nuove opere, secondo me è già abbastanza brava, dato che da anni prepara i piatti nel nostro izakaya e mi viene ancora l'acquolina in bocca a pensare al Kani-nabe (Nabe con i granchi) che ci aveva preparato un giorno d'inverno. Però ora si divertirà imparando cose nuove.